Pensare all’uomo, in mostra i “Fondi Persi” di Antonio Teruzzi

Antonioteruzzi1Ho conosciuto Antonio Teruzzi qualche anno fa grazie a Ilona Biondi e sono rimasto subito folgorato sulla via di Damasco. Non sono un critico d’arte, ma amo molto gli artisti veri. È anche e soprattutto per questo che trovo il lavoro creativo di Teruzzi ancora più straordinario: Antonio fa parte di quegli artisti – sempre più rari – che sono in grado di esporsi con tale schiettezza nelle proprie opere da riuscire a coinvolgerti nel loro mondo.

Questo aspetto ci ha costretto a deviare parzialmente dalla forma degli altri volumi pubblicati nella collana le Anse: per presentare adeguatamente la concezione artistica di Teruzzi nella sua totalità, abbiamo incluso non solo le opere esposte nella mostra, ma anche immagini fotografiche che raccontano altre sfaccettature del suo lavoro. Sono stato più volte nello studio di Antonio Teruzzi e ho sfruttato il mio personale occhio fotografico cercando di restituire la personalità artistica dell’autore, inserendomi in quella che lui chiama fratellanza artistica, uno sforzo collettivo che utilizza mezzi espressivi diversi per veicolare un messaggio di interesse comune. Le opere qui racchiuse fanno parte di un più ampio progetto multimediale intitolato Fondi Persi.

Carlo Pozzoni

AntonioteruzziFondi persi
È un progetto artistico incentrato su alcuni lavori di Antonio Teruzzi, artista italiano. Il titolo porta lontano dal mondo dell’arte. È collegato a economia, alla finanza. Non all’arte. Forse. Ma fondo perso è anche metafora dantesca, il fondo scuro dell’acqua profonda. È un lavoro sul colore nero, sui fondi persi. Fondo perso è il colore di oggi, lontano dal richiamo più antico della pittura fondo oro. Un colore che non ha scampo il nero, ma che contiene l’eterno, come l’oro. Fondo oro e fondo perso distillano i due colori che hanno smesso di sfidare il tempo. Negli occhi di chi guarda, da sempre, oro, e nero, sono il tempo.

Antonio Teruzzi
Nato nel 1945 a Brugherio, dove vive e lavora. Espone dal 1970.
I primi anni di attività sono caratterizzati da una pittura di impianto figurativo con forte impronta personale, volta ad interpretare incisioni rupestri, animali, figure umane, con uso di tecniche miste, olio e fuoco. Teruzzi è in primo luogo pittore, ma anche scultore e incisore, esegue affreschi e non disdegna occasionalmente le arti applicate. Ama, in pittura, l’impiego di pigmenti puri e di terre attraverso tecniche laboriose ed insolite quali l’encausto su legno o su carta, e l’affresco su tela o su stucco lucido applicato a tavole anche d’estese dimensioni. Vi ricorre per conseguire effetti particolari, ma anche per il gusto della materia in se. L’affascina l’idea d’unire materia e spirito, traguardo tra i più elevati delle antiche pratiche alchemiche. La ricerca tende alla rarefazione nell’aria e nella luce di forme umane, angeli e animali immersi in paesaggi evocanti paradisi terrestri. Questo tipo di ricerca artistica è descritta in un testo di Roberto Sanesi che fa esplicito riferimento alla poetica rilkiana e che accompagna la prima personale milanese alla Galleria Annunciata nel 1982. Dagli anni ‘80 impiega la tecnica dell’encausto su intonaco e su tavola in opere che impaginano segni minimi nel contesto di sinopie di schemi architettonici. Con il progetto Fondi Persi, Teruzzi s’interroga sul profondo di un tempo vissuto tra spiritualità e vita sociale.
Un tempo immaginato come nero contenitore della luce dorata che si traduce in tele graffiate e dipinte che spingono alla riflessione e che inducono nell’osservatore sensibile una forte emozione.

La mostra
Inaugurazione
11 marzo 2016, ore 18.30
Apertura dal 12 marzo al 2 aprile
da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19.00
per le visite in altri orari si riceve su appuntamento
Spazio Pozzoni
via Maurizio Monti, 41 – Como
carlo@carlopozzoni.it – +39 335 8095646
www.carlopozzoni.it

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